Da Centola ad Assisi, sulle orme di San Carlo Acutis: un legame di fede e amicizia

Una giornata di incontri, preghiera e condivisione per valorizzare il legame tra il giovane santo e la comunità cilentana, in vista di un futuro patto di amicizia tra Centola e Assisi.
Nel segno di San Carlo Acutis, la comunità di Centola ha vissuto, dal 9 all’11 ottobre, un’intensa esperienza di incontro, preghiera e condivisione ad Assisi, riscoprendo il legame che unisce il paese cilentano alla città umbra e ponendo le basi per un futuro percorso di amicizia tra le due comunità.
A guidare la delegazione è stato il vescovo della diocesi di Vallo della Lucania, mons. Vincenzo Calvosa, accompagnato dal parroco di Centola, don Walter Santomauro, dai membri dell’associazione «Tantum Ergo Carlo Acutis» e dalla Corale polifonica di Foria.
Nel corso della giornata di venerdì 9 ottobre, i partecipanti hanno avuto la possibilità e la gioia di incontrare la presidente della Regione Umbria, dott.ssa Stefania Proietti, e il sindaco di Assisi, Valter Stoppini. All’incontro hanno preso parte anche il presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dott. Giuseppe Coccorullo, il vicepresidente, dott. Carmelo Stanziola, la responsabile delle comunicazioni sociali della diocesi di Assisi, dott.ssa Marina Rosati, e la giornalista di TV2000 Grazia Serra.
È stata un’importante occasione di dialogo e condivisione, nella quale è stato possibile valorizzare il legame tra Centola e Assisi attraverso la figura di San Carlo Acutis e guardare con fiducia alla prospettiva di un futuro patto di amicizia tra le due comunità.
Centola, la terra delle radici di Carlo
Il legame tra Centola e San Carlo Acutis affonda le sue radici nella storia familiare del giovane santo. Il paese cilentano, infatti, è il luogo d’origine della madre, Antonia Salzano, ed è qui che Carlo, insieme alla sua famiglia, ha trascorso le vacanze estive.
Questa relazione assume oggi un significato particolare alla luce della testimonianza di santità di Carlo, capace di parlare soprattutto alle giovani generazioni e di indicare, attraverso la semplicità della sua vita, la bellezza di un’autentica amicizia con Gesù, vissuta soprattutto attraverso l’amore per l’Eucaristia.
Da queste radici nasce il desiderio di promuovere un futuro patto di amicizia tra Centola e Assisi, affinché il legame con il giovane santo possa tradursi in nuove occasioni di incontro, collaborazione e crescita spirituale, culturale e sociale.
Sui luoghi della santità di Francesco, Chiara e Carlo
La mattinata di sabato 10 ottobre è stata dedicata alla visita di alcuni dei luoghi più significativi della spiritualità di Assisi: la Basilica di San Francesco, la Basilica di Santa Chiara e la chiesa della Spogliazione, dove riposa il corpo di San Carlo Acutis.
L’itinerario ha permesso alla delegazione di sostare nei luoghi simbolo della fede francescana e di raccogliersi in preghiera presso la tomba del giovane santo, la cui testimonianza continua a suscitare interesse e devozione.
La visita è proseguita presso l’episcopio, dove la delegazione ha incontrato il vescovo di Assisi, mons. Felice Accrocca. Nel corso dell’incontro, il presule ha donato a mons. Vincenzo Calvosa una preziosa reliquia del corpo di San Carlo Acutis, destinata alla comunità di Centola e la cui consegna è prevista per il prossimo 13 ottobre.
Un gesto di grande valore spirituale, che rafforza il legame tra le due comunità e offrirà ai fedeli di Centola un segno prezioso per alimentare la devozione al giovane santo e approfondirne la testimonianza evangelica.
La veglia di preghiera nella chiesa della Spogliazione
La serata di sabato 10 ottobre è stata caratterizzata da un intenso momento di preghiera nella chiesa della Spogliazione, ad Assisi, dove riposa il corpo di San Carlo Acutis. La veglia è stata presieduta dal vescovo della diocesi di Vallo della Lucania, mons. Vincenzo Calvosa, e animata dall’associazione «Tantum Ergo Carlo Acutis» e dalla Corale polifonica di Foria.
La celebrazione ha riunito i presenti in un clima di raccoglimento e partecipazione, facendo della preghiera il cuore dell’esperienza vissuta dalla delegazione cilentana.
A concludere la veglia è stato il canto Amico mio Gesù, composto dal maestro Nicola Napolitano. Il brano ha richiamato il rapporto profondo e autentico che Carlo ha vissuto con Gesù, esprimendo attraverso la musica il messaggio di una fede semplice e gioiosa, capace di trasformare la vita quotidiana.
La preghiera e il canto hanno accompagnato la delegazione in un momento particolarmente intenso, rinnovando il desiderio di custodire e trasmettere anche a Centola la testimonianza del giovane santo.
L’Eucaristia in diretta su TV2000
Il percorso si è concluso domenica 11 ottobre con la celebrazione eucaristica trasmessa in diretta su TV2000 e animata dalla Corale polifonica di Foria.
La partecipazione della corale ha rappresentato un’occasione significativa per portare la voce e la tradizione musicale della comunità cilentana in un contesto di grande rilevanza ecclesiale, condividendo con i telespettatori la bellezza del servizio liturgico attraverso il canto.
La celebrazione eucaristica ha idealmente raccolto i diversi momenti vissuti ad Assisi, ponendo al centro Cristo, cuore della vita cristiana e riferimento fondamentale nella testimonianza di San Carlo Acutis.
Un’amicizia che guarda al futuro
L’esperienza vissuta ad Assisi rappresenta per Centola l’inizio di un cammino che guarda al futuro. Il legame con San Carlo Acutis, radicato nella storia familiare del giovane santo, può diventare un’opportunità per promuovere nuove iniziative spirituali, culturali e sociali, coinvolgendo soprattutto le giovani generazioni.
La sua testimonianza ricorda che la santità nasce nella quotidianità, nell’amicizia con Gesù, nell’amore per l’Eucaristia e nell’attenzione agli altri. È questo il messaggio che Centola desidera custodire e condividere, rafforzando il rapporto con Assisi e ponendo le basi per un futuro patto di amicizia tra le due comunità.
Da Assisi a Centola, la figura di Carlo continua così a unire persone e territori, trasformando un legame familiare in un’occasione di incontro, fraternità e crescita nella fede. Un percorso che affida alla testimonianza del giovane santo la speranza di costruire nuove relazioni e di trasmettere alle future generazioni la bellezza di una vita vissuta alla luce del Vangelo.