
Ci sono momenti che parlano più di mille parole. Momenti in cui la partecipazione diventa testimonianza viva, concreta, autentica.
Arianna: donna, moglie, mamma. Pietro: giovane volontario UNITALSI e impegnato nel suo lavoro. Una donna e un uomo con disabilità visiva che, con forza e determinazione, dimostrano ogni giorno che i limiti esistono solo quando la società smette di creare opportunità.
Dare spazio, voce e possibilità alle persone con disabilità non è un gesto di generosità: è un dovere, è giustizia, è comunità vera.
Quando una persona viene messa nelle condizioni di partecipare, di esprimersi, di essere protagonista, attraverso i giusti sostegni, una lettura stampata in braille, uno scalino livellato, una comunicazione facilitata (CAA), servizi di comunità accessibili, ma soprattutto entrare in empatia con l’Altro, tutta la comunità cresce. Diventa più umana, più inclusiva, più autentica.
Un potente strumento di PACE.
In questo cammino, il servizio per la Pastorale delle persone con disabilità della Diocesi di Vallo della Lucania rappresenta un punto di riferimento prezioso. Un luogo dove l’inclusione non è solo una parola, ma una realtà costruita ogni giorno, con impegno, ascolto e amore.
Arianna e Pietro non sono solo un esempio: sono una testimonianza.
Ci ricordano che la partecipazione è un diritto di tutti e che ogni barriera può essere superata quando c’è una comunità che sceglie di accogliere davvero.
Un sentito ringraziamento a S.E.R. Mons. Vincenzo Calvosa, nostro Vescovo, per la sensibilità, l’attenzione e il sostegno costante verso questi percorsi di inclusione.
Perché nessuno deve restare indietro. Mai.
Maria Rosaria Duraccio – Referente Ufficio diocesano della Pastorale delle persone con disabilità
